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TRASFORMAZIONI GEN-ETICHE.

Stanchi o ipnotizzati? Collusi o succubi? La disonestà che gira per il paese è dovuta ad un gene mafioso insito nel D.N.A. degli italiani, oppure gli onesti sono vittime dei pochi? La gente non si accorge e sminuisce la gravità della condizione, oppure l’accetta e ci convive? Partendo da un punto teorico, dove si nega la possibilità che il popolo italiano sia sopraffatto dal sistema della comunicazione di massa insistente e pressante, forgiante di idee ad hoc, proviamo ad ipotizzare il secondo caso:

La connivenza.

Poniamo per assurdo che l’elettore sappia tutto quello che succede dietro le mura dei “palazzi”, sappia che per arrivare a una certa cosa si debba corrompere qualcuno, che non è vero che i media manipolano la sua mente, ma che invece rispecchiano il proprio status e anzi sollevano e incoraggiano l’indole dell’italiano medio, il quale crede nella democrazia e nella giustizia, ma sa bene che spesso conviene aggirarle. Ponendo questo caso “assurdo”, come vero, non ci rimane che un plauso per i risultati fino ad ora ottenuti, e semmai, chi fosse ostile a questa politica dovrebbe porsi svariate domande.

Se quest’esempio rispecchiasse la realtà, dove starebbero le cause di tutto ciò? Gli italiani si sentono delusi e soprattutto stanchi di una lotta continua che illude di arrivare almeno a un punto solido, ma che invece ritorna indietro come un boomerang: Durante gli anni di ribellione politica dei semplici cittadini italiani (popolo operaio, intellettuali, attivisti, etc..) si sono fatti dei veri salti di qualità nel sistema di diritto e tutela della condizione umana, e nell’organizzazione e pianificazione del sistema stesso. A partire dalla carta dei padri costituenti, passando per i contratti di lavoro nazionali, all’aborto, alla retribuzione per la gravidanza, al referendum sul nucleare, e via discorrendo, si sono fissati i punti cardini della democrazia italiana. La stragrande maggioranza dei diritti “nuovi” e di garanzia del cittadino, proviene dall’ala sinistroide e progressista italiana, utili anche a quei cittadini di orientazione opposta. Nonostante tutto questo però, guardando l’aspetto odierno dell’Italia democratica, possiamo permetterci di dire che non gode affatto di ottima salute. Eppure, cos’è successo? Gli stessi che hanno lottato per anni alla conquista composta dei diritti fondamentali della democrazia, hanno abbandonato una volta raggiunti gli scopi? e perché poi, per una vita serena e confortevole lontana dalle “scocciature”? Erano tutte menzogne? Impossibile immaginare per me, che in una società nazionale, una forza ben consolidata del paese ( una forza composta dalla parte “plebea”, nuova alla partecipazione politica, con idee nuove) ponga le basi di un sistema alternativo di politica, ottenendo spesso buoni risultati di successo, ed a un certo punto molli tutto! Per paura? Per convenienza? Per la caduta del muro? Per il profumo del dollaro?  Paura di se stessi o della mafia? 

 


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